1 Maggio 2014

La Cina potrebbe diventare da subito prima potenza economica mondiale

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«La Cina, entro il 2014, potrebbe superare gli Stati Uniti e diventare la prima economia del mondo. Il sorpasso era previsto nel 2019, ma l’accelerazione della crescita cinese, unita al rallentamento di quella Usa, potrebbe anticipare di cinque anni un passaggio di consegne che diventa il simbolo statistico del cambio di un’epoca. Per la prima volta, a indirizzare il destino dell’economia mondiale, sarà una potenza comunista sostenuta dal capitalismo di Stato, ma pure una nazione in via di sviluppo e con un reddito pro capite tra i più bassi del pianeta […] In parte è colpa di un inverno interminabile ma il sorpasso cinese avviene sullo sfondo di una crisi di autostima che affligge l’America». Così un articolo di Giampaolo Visetti sulla Repubblica del 1 maggio (2014 l’anno in cui la Cina sorpassò l’America).

Nel commentare la notizia, molti analisti hanno spiegato che comunque resta che il reddito medio degli Stati Uniti è molto più alto di quello cinese, che il primato tecnologico, settore strategico di primaria importanza, resta saldamente nelle mani degli Usa e altro. Ma si tratta di particolari meno significativi del simbolo che, nella sua banalità, vanifica il dogma che vede nel liberalismo l’unico modello di sviluppo che possa assicurare la ricchezza di una nazione. Anzi, come modello si è dimostrato del tutto inefficace, se addirittura può soccombere alla sfida portata da un Paese in via di sviluppo, seppur anomalo.