8 Aprile 2014

Il Papa: Dio perdona accarezzandoci

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Nell’omelia della messa celebrata presso la Casa Santa Marta il 7 aprile, il Papa ha spiegato l’episodio evangelico dell’adultera. E ha affermato: «Gesù perdona. Ma qui c’è qualcosa più del perdono. Perché come confessore Gesù va oltre la legge […] la legge diceva che lei doveva essere punita […] va oltre. Non le dice: non è peccato l’adulterio. Ma non la condanna con la legge». 

«Gesù poteva dire: ma io ti perdono, vai! Come ha detto a quel paralitico: I tuoi peccati sono perdonati». Invece in questa situazione Gesù va oltre e consiglia alla donna «di non peccare più». «Qui si vede l’atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore da una condanna giusta». Quindi, uscendo dalla parabola: «Quanti di noi meriterebbero una condanna! E sarebbe anche giusta. Ma lui perdona», con quella misericordia che «non cancella il peccato: è il perdono di Dio che lo perdona», mentre la misericordia va oltre: è «come il cielo: noi guardiamo il cielo, tante stelle, ma quando viene il sole al mattino, con tanta luce, le stelle non si vedono». «Così è la misericordia di Dio: una grande luce di amore, di tenerezza». Perché «Dio perdona non con un decreto, ma con una carezza». Nella parabola, Gesù è un confessore: non umilia la donna adultera «non le dice: cosa hai fatto, quando l’hai fatto, come l’hai fatto e con chi l’hai fatto». Le dice: «di andare e non peccare più: è grande la misericordia di Dio, è grande la misericordia di Gesù: perdona accarezzandoci».