4 Febbraio 2014

Il Papa, quando un padre, il Padre, piange per i suoi figli lontani

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Nell’omelia della messa celebrata presso la Casa  Santa Marta il Papa ha parlato del pianto di Davide alla notizia della morte del figlio Assalonne, che pure si era armato contro di lui; e del pianto di Gairo, che, «senza vergogna», piange ai piedi di Gesù per chiedere la guarigione della figlia. Il pianto del padre, appunto: «Per loro ciò che è più importante è il figlio, la figlia! Non c’è un’altra cosa. L’unica cosa importante! Ci fa pensare alla prima cosa che noi diciamo a Dio, nel Credo: “Credo in Dio Padre…”. Ci fa pensare alla paternità di Dio. Ma Dio è così. Dio è così con noi! “Ma, Padre, Dio non piange!”. Ma come no! Ricordiamo Gesù, quando ha pianto guardando Gerusalemme: “Gerusalemme, Gerusalemme! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali”. Dio piange! Gesù ha pianto per noi! E quel pianto di Gesù è proprio la figura del pianto del Padre, che ci vuole tutti con sé».
E ancora: «Nei momenti difficili il Padre risponde. Ricordiamo Isacco, quando va con Abramo a fare il sacrificio: Isacco non era sciocco, se ne era accorto che portavano il legno, il fuoco, ma non la pecorella per il sacrificio. Aveva angoscia nel cuore! E cosa dice? “Padre!”. E subito: “Eccomi figlio!”. Il Padre rispose». E così, Gesù, nell’Orto degli Ulivi, quando, con «l’angoscia nel cuore», dice: «”Padre, se è possibile, allontana da me questo calice!”. E gli angeli sono venuti a dargli forza. Così è il nostro Dio: è Padre! È un Padre così!». Un Padre che aspetta il figlio prodigo che è andato via «con tutti i soldi, con tutta l’eredità. Ma il padre lo aspettava» tutti i giorni e «lo ha visto da lontano» quando ha fatto ritorno. «Quello è il nostro Dio!» […]

Allo stesso tempo anche i sacerdoti, i vescovi, sono chiamati a una tale «paternità» verso il gregge loro affidato dal Signore».

E ha concluso: «Il Padre ha come un’unzione che viene dal figlio: non può capire se stesso senza il figlio! E per questo ha bisogno del figlio: lo aspetta, lo ama, lo cerca, lo perdona, lo vuole vicino a sé, tanto vicino come la gallina vuole i suoi pulcini».