1 Febbraio 2014

Fumata nera alla Conferenza sulla Siria

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Nessun accordo sulla Siria. Un nulla di fatto che pesa: la guerra continua. Il mediatore dell’Onu Lakhdar Brahimi ha comunque annunciato che le trattative proseguono la prossima settimana, ma certo il fatto che dopo il primo giro di colloqui non si sia riuscito a trovare uno straccio di compromesso minimale, un cessate il fuoco limitato, un intervento umanitario, sconforta.

Sui colloqui hanno pesato diversi fattori ostativi e azioni di disturbo, tra i quali la pubblicazione, ad opera di una fondazione del Qatar (Paese che sostiene le milizie anti-Assad), di un dossier su presunti omicidi di carcerati siriani ad opera del regime. Una rivelazione a effetto e senza riscontri, messa in dubbio da tante e autorevoli fonti, avvenuta a ridosso dell’inizio dei lavori, che certo non ha favorito una distensione degli animi. Né i colloqui sono stati aiutati da un’altra iniziativa, questa volta made in Usa, quella di ricominciare ad armare le fazioni anti-Damasco dopo un periodo di sospensione causato, al tempo, dall’impossibilità di impedire che tali armamenti vadano a finire nelle mani di Al Qaeda (e oggi?). 

Se comunque tanti sono stati i freni a un accordo, la conferenza di Ginevra è fallita a Kiev: le manifestazioni di popolo a piazza Maidan, che si sono infiammate in contemporanea con l’inizio delle trattative elvetiche, e il loro inatteso successo sul piano militare hanno costretto Putin sulla difensiva e appannato la sua autorevolezza internazionale, conquistata dopo il ruolo avuto questa estate nello scongiurare l’intervento militare occidentale in Siria. 

Se si considera che il successo della piazza di Kiev (si tratta, ma la tensione resta altissima: i militari hanno emesso un comunicato allarmante) è stato possibile grazie alla forza d’urto dalle formazioni neonaziste ucraine, si può ben dire che a Ginevra ha vinto Hitler…

Comunque, al di là dell’insuccesso del momento, il fatto che, nonostante le tante interferenze, la Conferenza di pace abbia avuto luogo e abbia visto un faccia a faccia, anche se per interposta persona, tra il governo e parte dell’opposizione, rappresenta un piccolo, infinitesimo, passo nella direzione giusta. Un tenue, fragile, barlume di speranza resta acceso. 

Ahmet Jarba, il leader dell’opposizione presente a Ginevra, ha annunciato che martedì sarà a Mosca. Notizia impensabile fino ad alcuni giorni fa.