24 Gennaio 2014

Cézanne, Natura morta con caraffa blu

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A volte guardando capolavori come questo acquerello di Cézanne, realizzato negli ultimi anni della sua vita e oggi conservato al Paul Getty Museum di Los Angeles si saltano alcuni passaggi preliminari che invece sono indispensabili per rendersi conto di ciò che abbiamo davanti agli occhi. Tra i passaggi preliminari c’è quello di porsi una domanda: perché Cézanne sentiva il bisogno di realizzare opere come queste, visto che nessuno gliele chiedeva, visto che non pensava neppure di metterle sul mercato, visto che se le cose non fossero andate come poi è accaduto avrebbero potuto restare chiuse in una cartelletta per chissà quanto tempo? Insomma cosa spingeva Cézanne a dipingere cose che in fondo non avevano un significato particolare dal punto di vista degli oggetti rappresentati, che quindi non si facevano carico di nessun messaggio? È davanti a queste domande che si gioca il grande mistero della pittura moderna, una pittura che non risponde a nessuna necessità se non a una necessità di chi la realizza.

E allora chiediamoci: qual era la necessità che muoveva Cézanne a mettersi un bel giorno al tavolo con carta e acquerelli e a disporre davanti a sé questa natura morta con una caraffa blu al centro e con le mele disposte senza un ordine preciso tutt’attorno? È una domanda immensa, e le risposte o sono pretenziose o semplicistiche. C’è al fondo un qualcosa di gratuito nel fare arte. E il tasso di gratuità in genere è direttamente proporzionale alla bellezza dell’esito. E allora guardiamola con questi occhi la meravigliosa natura morta di Cézanne: un insieme che sa essere solenne come una cattedrale e leggero come un canto. Un pezzo circoscritto di realtà che si dilata a tutta la realtà. Colori che scivolano sulla carta senza pretendere di chiudere, e quindi di possedere, le forme che rappresentano. Un’immagine semplice, che non ha contenuti né messaggi da annunciare, ma che si apre con grande libertà al respiro della vita. Così questa natura morta potrebbe essere anche un paesaggio spalancato sulla sua Provenza, potrebbe essere una meravigliosa vetrata aperta tra i muri di una cattedrale contemporanea.

O più semplicemente, per chi la guarda, la brezza di una felicità desiderata e intravista.