17 Gennaio 2014

Quando sui "barconi" si affollavano gli italiani

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«Conobbi dolori e miserie morali, religiose ed economiche, quali non avrei mai immaginato. Poveri emigrati! Quante volte mi sentii stringere il cuore e non potei frenare le lacrime dinnanzi a certe scene, che non dimenticherò mai! In molte stazioni d’Italia e fuori d’Italia, vidi turbe di uomini, di donne e di bambini, malamente vestiti, colle tracce profonde del dolore e delle privazioni dipinte sul volto aspettare treni, salire quei vagoni, serrarvisi dentro come merci». Era il 1896 quando il vescovo di Cremona Geremia Bonomelli scriveva la lettera pastorale L’emigrazione. Questo brano è stato riportato dall’Osservatore romano del 16 gennaio in un articolo che ripercorre le tante iniziative della Chiesa verso i migranti dell’epoca (titolo: Un Papa, un vescovo e i migranti) per espresso volere di Pio X.

Di stretta attualità, l’articolo mette in evidenza come la sollecitudine della Chiesa verso i migranti appartiene alla storia. E rammenta un periodo nel quale sui “barconi” dell’epoca si affollavano italiani. Un invito anche a guardare al fenomeno attuale, se non con maggiore solidarietà, almeno con più intelligenza.