15 Gennaio 2014

L'Egitto vota la nuova Carta Scontri al Cairo, undici morti

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Due giorni per votare la nuova Costituzione che manda in soffitta la vecchia, modellata sull’integralismo della Fratellanza musulmana. I generali che hanno deposto Morsi e liquidato i Fratelli musulmani provano a cambiare nuovamente il volto del Paese e a riprendersi quel potere che la rivoluzione gli aveva tolto. I sondaggi dicono che sarà un plebiscito a favore. Al Sisi, che punta molto su questa Carta, si gioca tutto: ad aprile, nelle prossime elezioni conta di essere il nuovo Faraone. Ci sono stati scontri, ma poteva andare peggio in un Paese che negli ultimi due anni ha visto rivolgimenti di massa molto più sanguinosi e destabilizzanti.

La società civile spera che il periodo dell’emergenza duri poco e che il Paese che ha dato molto alla Civiltà possa prima o poi svincolarsi dalla tutela dei militari, i quali oggi fanno leva sul pericolo dei Fratelli musulmani per reggere lo Stato con pugno di ferro. La Carta, come detto, darà a questi ancora più potere. Difficile che lo lascino dopo averlo conseguito. Difficile ma non impossibile: la cambiale in bianco che la comunità internazionale ha dato ai generali per contenere la Fratellanza non durerà in eterno.