13 Gennaio 2014

Siria: quando la Clinton fece fallire l'iniziativa di pace delle Nazioni Unite

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Un incontro in Vaticano che si tiene in questi giorni, ospite la Pontificia accademia delle scienze, raduna varie personalità del mondo politico ed ecclesiastico per cercare vie di pace per la Siria. Nel documento introduttivo, firmato dall’argentino monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere dell’accademia stessa, si legge: «La seconda fase [della guerra ndr.] è iniziata l’1 Aprile 2012 quando un gruppo di 83 paesi, capeggiato dagli USA, ha riconosciuto il Consiglio Nazionale Siriano (SNC) e l’ha considerato il principale interlocutore dell’opposizione nei confronti della comunità internazionale. Alcuni giorni prima, Assad aveva accettato il piano di pace dell’allora Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, che prevedeva un cessate il fuoco, seguito da una transizione politica negoziata, ma non aveva implementato il cessate il fuoco. L’allora Segretario di Stato Hillary Clinton aveva dichiarato: “Pensiamo che Assad debba andarsene”». Nella nota relativa a quest’ultimo passaggio del documento, si legge: «In pratica, anche in via del fatto che veniva fissato un orizzonte temporale piuttosto breve, questa dichiarazione ha messo gli USA in una situazione di effettiva opposizione all’iniziativa di pace delle Nazioni Unite».

Altri punti del documento possono essere oggetto di dibattito, ma resta che sul punto il documento della Santa Sede risulta alquanto coraggioso e sorprendente. Soprattutto se si tiene presente che al momento la Clinton è la figura più accreditata per prendere il posto di Obama alla Casa Bianca.