11 Gennaio 2014

Siriani contro qaedisti, 500 morti Guerra aperta nel fronte anti-Assad

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Da alcuni giorni rimbalzano sui giornali notizie delle scontro tra le varie forze anti-Assad. Sono tante le fazioni che operano nel teatro di guerra siriano, secondo uno schema della frammentazione del terrorismo già noto in altri scenari: ad esempio, mutatis mutandae, in Italia negli anni settanta, oltre alle brigate rosse, operavano un centinaio di sigle combattenti, molte delle quali con finalità terroristiche (sul punto c’è un interessante articolo di Mino Pecorelli che riproporremo). Serve ad alimentare ancora di più il caos e a operare una prima compartimentazione del terrore (ulteriori compartimentazioni avvengono all’interno dei vari movimenti d’azione). Uno schema che si ripete con varianti.

La novità è che lo scontro tra le fazioni dei cosiddetti ribelli, iniziata da tempo, è arrivata al parossismo. Cosa sta avvenendo? Semplice: parte della comunità internazionale tenta di dare vita alla Conferenza di pace di Ginevra 2, nel tentativo di mettere attorno a un tavolo Assad, o chi per lui, e le forze che lo contrastano. Da qui la guerra per bande. Da una parte chi vuol far fallire la Conferenza tenta di far fuori o creare difficoltà alle fazioni che potrebbero sedersi al tavolo; dall’altra anche queste ultime fazioni più possibiliste riguardo al negoziato, invero poche e poco rappresentative rispetto alla galassia di Al Qaeda, tentano di guadagnare posizioni per poter giungere all’appuntamento in una posizione di forza e trattare migliori condizioni (leggi anche controllo di zone petrolifere e altro e più importante). Il tutto, ovviamente, in accordo con le varie forze internazionali che alimentano da anni la guerra nel martoriato Paese e alle quali sono legate le diverse fazioni in guerra con Damasco e tra loro.

In ogni caso per i tanti nemici di Assad anche questo caos finale giova, comunque andrà a finire: più dura il caos e più il Paese sarà devastato, riportando all’età della pietra uno Stato florido come pochi in Medio Oriente. E più dura il caos e più gli strascichi di questa guerra saranno lunghi e pesanti, anche in caso di vittoria di quanti vorrebbero riportare ordine in questo angolo di mondo. Brutta cosa la guerra: quella moderna poi ha varianti che la rendono più fluida e feroce di quelle del passato.