20 Dicembre 2013

Evade un altro killer in permesso premio

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Dopo il serial killer di Genova, un altro detenuto, stavolta in carcere a Pescara, evade grazie al favore di un permesso premio concesso con superficialità. Non è il caso di Genova, dove alla superficialità si sono aggiunte una serie di leggerezze inquietanti, ma certo il fatto che in due giorni si siano susseguite evasioni eccellenti legate alla legislazione premiale che regola il regime carcerario è alquanto tragico.

È capitato altre volte che in concomitanza con dibattiti su possibili attutimenti di pena – è ancora vivo il richiamo di Napolitano a favore di un’amnistia – accadano fatti del genere. In passato queste disgraziate circostanze hanno affossato possibili provvedimenti di clemenza, che vicissitudini come queste rendono altamente impopolari. Vedremo stavolta come andrà a finire.

Al di là del caso singolo, pochi ricordano che a fronte di accadimenti del genere, migliaia di detenuti, ogni giorno, fruiscono di benefici carcerari – pensati per sgravare le carceri e tentare un reinserimento del reo nella società – senza che ciò comporti conseguenze spiacevoli. Ma in un Paese incattivito da anni di un moralismo che non conosce indulgenze sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano.