13 Dicembre 2013

Legge elettorale, è già battaglia

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La guerra della legge elettorale è iniziata: Renzi vuole cercare intese con Berlusconi e i grillini, il nuovo centro si impunta temendo la fregatura, ovvero una legge che li penalizzi e, soprattutto, un’intesa tra grandi partiti per andare a breve a elezioni, nelle quali sparirebbero. Così gli alfaniani (come li chiamano) fanno sapere che o si fa un accordo con loro e poi si cerca un consenso allargato, o si rompe. Da sinistra non paiono troppo preoccupati, solo il povero Enrico Letta tenta di rassicurare ma non sembra in grado di dissipare i timori dei suoi interlocutori. 

Insomma, il post primarie Pd è iniziato: Letta non ha più una base stabile sulla quale poggiare il suo governo e tutto è sospeso a Napolitano, l’unico che ha carte spendibili per stabilizzare l’esecutivo. 

Ma la vera novità è che ieri Forza Italia ha votato, insieme a Sel, un emendamento dei grillini alla legge di stabilità. Un fatto in sé minimo, ma che oggettiva le paure di chi vede un possibile asse Berlusconi – Grillo contro il governo. Asse che farebbe leva anche sulle proteste popolari, sempre più allargate, dei Forconi, che ora hanno anche trovato il loro leader che gira in Jaguar; ai quali ieri si sono uniti nuovi fermenti studenteschi, con scontri alla Sapienza che ricordano altri tempi.

Situazione sempre più fluida, con variabili multiple. Insieme alle larghe intese è fallita la pacificazione nazionale. L’aumento del caos e della conflittualità politica e sociale era inevitabile e andrà a crescere. Si spera che i vari leader, oltre che a guardare i propri interessi, siano attenti ai fermenti delle piazze e a non eccedere in giochi di potere. C’è un limite a tutto, il rischio che il Paese possa precipitare nell’abisso oggi è più concreto di alcuni mesi fa.