7 Dicembre 2013

Le suore di Maaloula in un video spot

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Sono apparse sul Al Jazeera le monache di Maaloula, in un video confezionato per l’occasione. Alle telecamere hanno detto di stare bene, che si trovano in una villa bellissima, che non sono state rapite, ma condotte in salvo dai “giovanotti” che hanno preso Maaloula per scampare alla furia della battaglia. E che tra due giorni saranno rimesse in libertà, anche se poi si sono affrettate a precisare che non sono state rapite. Uno dei tanti video ai quali ci ha abituato il network del terrore, con le vittime destinate a recitare la loro parte, pena ritorsioni, e i rapitori di turno che si improvvisano cameraman. D’altronde la macchina del terrore funziona anche per la maestria pubblicitaria che la caratterizza. Ne abbiamo visti così tanti di video del genere che si è attutita nella percezione comune quell’evidente violenza che promanano.

Ma al di là delle considerazioni che si possono fare sulla vicenda, due osservazioni si impongono: la prima è che evidentemente i sequestratori, e i loro mandanti, si sono resi conto della cattiva pubblicità che stava loro attirando la vicenda e tentano di rimediare. È una buona notizia, almeno per quanto riguarda la salute delle sequestrate. La seconda è che, a differenza di altri rapimenti eccellenti del passato dei quali ancora non si sa nulla – ad esempio i due vescovi ortodossi di Aleppo, rapiti nei mesi scorsi – in questo caso viene adombrata la possibilità di un rilascio. Un’altra buona notizia, speriamo vera.