7 Dicembre 2013

Sorpresa Prodi: "Voterò alle primarie il bipolarismo va difeso a ogni costo"

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Romano Prodi torna in campo, dopo la sua ritirata dalla politica attiva italiana, anche se era rimasto ben presente a livello internazionale. I vari concorrenti alla poltrone di segretario del Pd esultano, nella speranza che il suo ritorno dia un contributo alto al partito. L’inventore dell’Ulivo non ha detto per chi voterà, anche se suo fratello ha dichiarato a tutto il mondo che lui voterà Renzi, così per proprietà transitiva… D’altronde Prodi è politico di lungo corso e se va a votare è per il vincente, ovvero il reuccio di Firenze. 

Il ritorno dell’antico presidente dell’Iri non può che essere un bene per la politica italiana, dal momento che, al di là delle simpatie o antipatie che può attirare il personaggio, almeno sa cos’è la politica, a differenza dei tanti dilettanti dell’agone politico italiano, e ha una visione alta della stessa. Oltre a una notevole esperienza, essendo stato presidente dell’Unione europea e avendo alle spalle la scuola politica democristiana.

Se poi la minaccia di impeachement contro Napolitano sbandierata da Grillo fosse portata avanti, magari con l’ausilio di Forza Italia (Berlusconi ha già annunciato possibili intese con i grillini che non accetteranno mai, però sottotraccia…), è probabile che il fuoco incrociato sul Colle raggiunga il parossismo. Che andrà a incrociarsi con il bombardamento su Palazzo Chigi ad opera del Cavaliere, di Grillo e Renzi, improbabili alleati per un ritorno immediato alle urne. Tra l’altro, se cade Letta, verrà meno anche il compito di Napolitano che aveva legato alla riuscita delle larghe intese il suo mandato. Possibile quindi una vacanza anticipata del Quirinale (tra l’altro Napolitano ha la sua età). Si aprirebbe una nuova finestra di opportunità per Prodi, che quella poltrona aveva fallito a causa della defezione dei 101 parlamentari della sinistra. 

Insomma, da domani, dopo le primarie del Pd, si aprono nuovi scenari per l’Italia. Ieri Prodi ha voluto dire che vuol dare il suo contributo alla ricomposizione del quadro politico. Un quadro nel quale dovranno cercare di trovare posto i nuovi adepti del Ncd, o nuovocentrodestra, che rischiano di essere travolti sul nascere.