5 Dicembre 2013

Libano, eliminato leader di Hezbollah

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Un killer ha eliminato Hassan Al-Laqquis, uno dei leader di Hezbollah. L’omicidio è stato rivendicato da due fantomatiche formazioni terroristiche sunnite, ma nessuno ci crede. Anche per le modalità dell’attentato: il killer ha usato un’arma con il silenziatore, in genere il network del terrore preferisce mezzi più rumorosi. Tra i possibili mandanti sono annoverati i servizi segreti sauditi, anche perché Nasrallah ha accusato proprio questi, in un’intervista rilasciata poco prima dell’omicidio, di aver organizzato l’attentato all’ambasciata iraniana in Libano avvenuto circa un mese fa. Ma nel caso specifico, il leader di Hezbollah ha accusato Israele, ricordando che i servizi segreti dello Stato ebraico avevano già tentato di uccidere Al-Laqquis (circostanza ammessa dai suoi avversari), ma ovviamente il potente vicino nega. 

L’uomo assassinato non è un pesce piccolo, dal momento che risulta tra i fondatori del Partito di Dio, circostanza che rende questa notizia di cronaca nera ancor più destabilizzante. Il delitto eccellente serve a intimidire la dirigenza di Hezbollah, che non è più al sicuro nella sua roccaforte, nel tentativo di fiaccarne l’azione a sostegno del regime di Damasco. Non solo: chi ha progettato il delitto vuole sprofondare il Libano ancora più nel caos, ovvero in nuova guerra civile, risucchiando il Paese dei cedri nel conflitto tra sunniti e sciiti che sta infiammando il Medio oriente. E portando all’interno quel confronto tra i due rami dell’islamismo libanese che già si consuma sul campo di battaglia siriano, dal momento che all’impegno di Hezbollah a fianco di Assad corrisponde un impegno di miliziani sunniti libanesi sul fronte opposto. 

Brutta notizia per la pace in Medio Oriente. Israele ha già detto di essere pronto a far fronte a suo modo a qualsiasi tentativo di rappresaglia.