29 Novembre 2013

Napolitano, Letta torni in Parlamento

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Il governo delle larghe intese è finito. Su sollecitazione del centrodestra, il Capo dello Stato ha chiesto al Presidente del Consiglio di tornare in Parlamento per cercare la fiducia per un nuovo governo. Nasce così una nuova coalizione che unisce Pd, il centrifugato di Scelta civica ai cosiddetti alfaniani. I numeri dovrebbero esserci, anche se lo spettro di nuove elezioni frenerà il flusso di deputati Pdl diretti verso il nuovo centro: in caso di elezioni ravvicinate, con il Cavaliere furioso a imperversare su giornali e Tv, farsi eleggere militando tra le fila della nuova formazione politica sarà alquanto difficile, anche perché molti posti sono già prenotati da padri e padrini fondatori.

Comunque il passaggio è obbligato: Enrico Letta deve rischiare la fiducia, ben sapendo che si espone al rischio dell’imprevisto, la carica dei 101 (mancata elezione di Prodi al Quirinale) è recente monito.

Un nota a margine. Suona alquanto ironico quell’alfaniani con il quale viene indicato il nuovo gruppo centrista. Il nocchiero della nuova barca della politica italiana scoprirà presto quanto sia difficile governare il vascello, avendo imbarcato naviganti usi a galleggiare in diversi modi nel mare della politica italiana. Potrà giocare di sponda con Enrico Letta, godrà dell’ausilio del Quirinale, certo, ma sarà ardua. Possibile che invece di rappresentare un nuovo faro della politica italiana, il suo sia più semplicemente un fuoco fatuo, al di là del destino politico della nuova formazione politica.

Ma al di là del destino personale del leader Angelino, tutta l’operazione Letta bis (ipotesi di nome per il nuovo governo) è sospesa alle bizze del giovane sindaco di Firenze. Matteo Renzi ha già chiesto che il 9 dicembre, dopo la sua elezione a segretario del Pd (consultazione il cui interesse è limitato solo al numero dei partecipanti… serve?) l’esecutivo dovrà piegarsi ai suoi voleri, altrimenti perderà l’appoggio del Pd. Diktat che ricalca quelli pregressi di Berlusconi. Ma anche se il nuovo governo accedesse ai voleri del reuccio di Firenze, basterà questo a soddisfarne le ambizioni? Molti scommettono di no. La poltrona di Palazzo Chigi brilla di luce incantata.