29 Novembre 2013

L'Iran, la Turchia e la guerra in Siria

Tempo di lettura: 2 minuti

Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Zarif e il suo omologo turco Ahmet Davutoğlu

L’agenzia di stampa iraniana Mehr riporta le parole pronunciate mercoledì da un alto diplomatico iraniano, secondo le quali «Teheran e Ankara premerebbero per un cessate il fuoco in Siria in vista dei colloqui di pace in programma per gennaio».

La notizia è apparsa sul sito dailystar.com.lb in data 27 novembre (Iran, Turkey call for ceasefire before Syria talks). «Tutti i nostri sforzi devono essere effettuati per far terminare il conflitto e raggiungere un cessate il fuoco ancora prima di Ginevra 2», ha detto il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif dopo un incontro con il suo omologo turco Ahmet Davutoglu. «Iran e Turchia hanno posizioni simili su diverse questioni, compresa quella che non esiste una soluzione militare alla crisi siriana. […] Anche prima di Ginevra 2, il terreno deve essere preparato per il raggiungimento di un cessate il fuoco che porterà al successo a Ginevra 2». E ha esortato «tutte le parti coinvolte a rispettare un cessate il fuoco”».
Affermazioni particolarmente importanti se si considera che l’Iran è un alleato chiave dell’assediato regime di Assad, mentre la vicina Turchia sostiene da sempre i ribelli. Zarif ha affermato: «Certo, Iran e Turchia hanno differenti posizioni sulla Siria, ma cerchiamo di ridurle al minimo. Ciò che conta è far finire la guerra in Siria e muoversi verso una soluzione politica».

Importante per vari motivi questo incontro, tra l’altro perché indicativo della nuova libertà di movimento della diplomazia iraniana dopo l’accordo sul nucleare. Un dinamismo nuovo che non potrà che aiutare, anche se la via è impervia, la composizione del conflitto siriano.