22 Novembre 2013

Cina, al bando le confessioni estorte con la tortura

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La Corte suprema cinese ha sancito che le confessioni ottenute per mezzo della tortura «devono essere e saranno considerate nulle dai tribunali». Un passo avanti in direzione dei diritti umani. Non sfugge che la decisione della suprema Corte cinese giunge a pochi giorni dalla chiusura del plenum del partito comunista cinese, nel quale la nuova dirigenza del Dragone aveva compiuto passi avanti proprio nel campo dei diritti umani, abolendo i campi di lavoro e limitando la pena di morte