19 Novembre 2013

Siria: attacco alle scuole

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Lynn, una delle maestre uccisa in uno degli attacchi alle scuole di Damasco. Si era appena sposata

Due settimane fa intervistammo Samaan Daoud, giovane guida siriana, in visita in Italia per portare la sua testimonianza sulla guerra che sconvolge il Paese. Pubblichiamo una sua drammatica lettera, scritta subito dopo il suo rientro in patria. 

Carissimi,

oggi è una giornata molto brutta.

Da quando sono rientrato in patria, la tragedia sulla zona cristiana di Damasco continua, ed i colpi di mortaio non hanno pietà di nessuno.    

Da quando è stato colpito il bus della scuola una settimana fa causando la morte di 5 bambini e ferimento di altri 20, le mamme dei ragazzi delle scuole hanno deciso che non mandano più i loro figli a scuola.

I colpi di mortaio arrivano tutti i giorni, al mattino presto all’ora dell’entrata in scuola ed al pomeriggio all’ora di uscire.

In questa settimana la zona nostra (Kassa-Bab Tuma) ha avuto più di 50 colpi di mortaio. Solo oggi sono arrivati più di 15 colpi.

Dove colpiscono? Colpiscono soprattutto i luoghi di raduno (piazze – scuole – fermate di bus – mercato – chiese).

Stamattina è morto un mio caro vicino della casa dove sono nato. Siamo stati vicini di casa per più di 20 anni. Lui stava andando a scuola perché fa l’insegnante ed il colpo del mortaio ha colpito la sua macchina causando la sua morte e ferendo altri due insegnanti che erano dentro la macchina con lui, e non si sa ancora se vivranno o no. 

Mentre stavo scrivendo queste parole sono stati colpiti altri due bus della scuola che portavano gli insegnanti, e non sappiamo quanti sono i feriti o i morti.

Noi non mandiamo i nostri figli a scuola, ma gli insegnanti devono andarci.    

Ieri la deputata Maria Saadeh [duputata cristiana nel parlamento siriano ndr.] ha parlato nel parlamento siriano dicendo:

«Perché gli studenti delle scuole sono diventati un obiettivo? Come facciamo a proteggere i nostri figli?

Noi stiamo affrontando una grande guerra e vivere come martiri fa parte del nostro destino e del nostro dovere. Ma quando la Guerra tocca i nostri figli nelle loro scuole ed in modo ben studiato, questo va oltre le leggi delle guerre, questo si chiama crimine contro l’umanità, e tutti devono assumere la responsabilità sia all’interno del paese che all’esterno. 

Perciò chiedo a tutti voi parlamentari di scrivere una lettera e mandarla a tutti i parlamentari di tutto il mondo ed agli organi internazionali. In questa lettera chiediamo loro di muoversi e di assumere le loro responsabilità davanti a quello che si sta succedendo ai nostri figli.

Perché i bambini fanno parte sia della nostra responsabilità che di quelli che si occupano dei diritti dei minori…»

Ormai noi siriani  cristiani sappiamo benissimo che siamo nel mirino di questi fanatici Whaabiti aiutati dai paesi di Qatar e Arabia Saudita e Turchia. 

Ma l’Europa sa questo? La chiesa cattolica lo sa?

Sanno che Saydnaia è in questi giorni sotto l’attacco dei gruppi fanatici? Sanno che Aleppo sta soffrendo la totale mancanza dei viveri (acqua-luce-benzina-cibo…)? Sanno che il fanatismo sta arrivando a casa loro?

La domanda che faccio a voi in Italia è questa:

Perché la Rai non ha parlato e non parla degli scolari  che ogni giorno stanno morendo per colpa di mortai?… ha parlato di una manifestazione a Milano fatta ieri per il compleanno di padre Paolo [Dall’Oglio, scomparso in Siria quattro mesi fa ndr.] ma niente dei bambini che muoiono in Siria: loro non hanno nessun valore?   

Basta sangue…

Ricordatevi di noi, 

Samaan 

Damasco, 18 novembre 2013

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Per la Quaresima