4 Novembre 2013

Sadad: la più grande strage di cristiani della guerra siriana

«Quanto accaduto a Sadad è il più grande massacro dei cristiani in Siria e il secondo in tutto il Medio Oriente, dopo quello nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza in Iraq, nel 2010». A rilasciare queste dichiarazioni all’agenzia Fides il 31 ottobre è stato l’Arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh, Metropolita siro-ortodosso di Homs e Hama. Sadad, città di 15mila abitanti, per lo più cristiani, è stata invasa dalle milizie anti-Assad e poi liberata dall’esercito lealista. 

Spiega Selwanos Boutros Alnemeh: «I civili innocenti, martirizzati senza alcun motivo, sono 45, e fra loro diverse donne e bambini, molti buttati in fosse comuni. Altri civili sono stati minacciati e terrorizzati. I feriti sono 30 e le persone scomparse sono tuttora 10. Per una settimana, 1.500 famiglie sono state tenute come ostaggi e scudi umani. Fra loro bambini, vecchi, giovani, uomini e donne». Tutto saccheggiato, tutto distrutto dalla furia delle milizie e dalla battaglia successiva. Questo l’accorato appello dell’arcivescovo: «Abbiamo gridato soccorso al mondo ma nessuno ci ha ascoltati. Dov’è la coscienza cristiana? Dov’è la coscienza umana? Dove sono i miei fratelli? Penso a tutte le persone sofferenti, oggi nel lutto e nel disagio: ho un nodo alla gola e mi piange il cuore per quanto è successo nella mia arcidiocesi. Quale sarà il nostro futuro? Chiediamo a tutti di pregare per noi».

Nota a margine. La strage nella Chiesa di nostra Signora della salvezza in Iraq fu consumata il 31 ottobre del 2010. Macabra Halloween in salsa irachena. Ora Sadad: il mattatoio dello scontro di civiltà va avanti a pieno regime in ambedue le nazioni arabe. Nell’impotenza, raccogliere l’invito dell’arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh sembra povera cosa. Ma la nostra preghiera affidata alle mani del Signore diventa altro ed efficace. E di conforto al cuore per tanti nostri fratelli in balia della tempesta.

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