26 Ottobre 2013

Pdl, lo strappo di Berlusconi

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Nasce, anzi rinasce, per decisione di Silvio BerlusconiForza Italia e prende il posto del Pdl. Un ritorno alle origini per il Cavaliere, che così manda un messaggio ai suoi avversari interni ed esterni, in particolare a chi crede che è un uomo finito.

D’altronde s’era capito già al momento dello psicodramma che aveva quasi portato alla caduta del governo che il Cavaliere era ancora della partita. La decisione di ieri lo conferma.

Nella riunione nella quale si è deciso il cambiamento era assente Angelino Alfano, che ha dichiarato coram populo il suo dissenso verso l’iniziativa. In particolare verso le dichiarazioni minacciose nei confronti del governo da parte del Cavaliere che sottendono la sfiducia nel caso in cui il Parlamento decida per la decadenza dello stesso da senatore, querelle che occupa da mesi l’agenda politica italiana. Insomma, Alfano e un manipolo di parlamentari sarebbe pronto a distaccarsi dal proprio partito in caso di rottura con il Pd. 

Situazione in evoluzione, ancora presto per prevedere sviluppi. L’unica novità risiede proprio nell’annunciata rentrée del Cavaliere. È ancora lui il leader del centrodestra, almeno per gli anni che la biologia consente. Vedremo.

Altra e diversa querelle quella che vede il movimento Cinque stelle contrapporsi frontalmente a Giorgio Napolitano, accusato di essere il garante del governo in sfavore delle forze d’opposizione. Singolare la vicenda legata ai possibili colloqui tra Napolitano e rappresentanti del movimento: dopo giorni nei quali Beppe Grillo ha polemicamente rinfacciato al Quirinale di negarsi al confronto, era giunto l’invito del Colle. Prontamente rifiutato. 

Al di là della controversia, di difficile comprensione stante il rifiuto successivo, c’è da segnalare l’insistente richiesta di impeachment da parte di Grillo. Una richiesta che, secondo l’ex comico, è giustificata anche dalla storia dell’inquilino del Quirinale, il quale, al tempo, aveva sostenuto analoga richiesta nei confronti del Presidente Francesco Cossiga

Il problema era altro allora, come anche le accuse: all’esponente della Dc, di rito anglosassone, era rimproverata la connivenza con la struttura segreta Gladio, organismo interno ai servizi segreti italiani ma dipendente dall’intelligence Usa. Struttura occulta, tra l’altro, sospettata di aver svolto un ruolo non secondario nella strategia della tensione italiana. Nulla a che vedere con l’attuale situazione. Certo, al Capo dello Stato può essere rimproverato tanto dal punto di vista dell’opposizione, che vede nel sostegno irrituale accordato al governo un ostacolo allo sviluppo democratico ed economico del Paese; ma non può certo essere accusato di alimentare strategie oscure volte alla destabilizzazione del Belpaese per conto di interessi stranieri. Nella confusione che agita il panorama politico italiano, urge distinguere. Pena un ulteriore intorbidimento delle acque.