23 Ottobre 2013

Ustica, la Cassazione "Missile e depistaggi"

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Il Dc 9 Itavia caduto al largo di Ustica è stato abbattuto da un missile. Una verità «ormai consacrata», come scrivono i giudici della Cassazione della relativa causa civile. La causa era stata intentata contro il ministero dei Trasporti e della Difesa dagli eredi del patron dell’Itavia, compagnia aerea accusata del disastro e di conseguenza fallita. La Cassazione è stata categorica anche per quanto riguarda le indagini svolte, appurando che queste sono state fuorviate da una serie di depistaggi.

Quello che ormai sapevano tutti adesso è storia, anche se ancora c’è molto da chiarire. Al momento si sa solo che il crimine ha origine dolose. Ci sono le vittime, 81 per l’esattezza, l’arma del delitto, ma manca ancora da accertare movente e dinamica e, soprattutto, l’autore del delitto.

Si sa che quel tratto di mare in quella notte oscura era affollato da aerei militari francesi e americani. Resta da chiarire il motivo dell’abbattimento: un semplice errore, oppure, ed è la ricostruzione più verosimile in base agli elementi raccolti dall’inchiesta, si voleva abbattere il jet sul quale viaggiava il Colonnello Muammar Gheddafi il quale, per eludere i suoi aggressori, si mise in coda al velivolo civile. Una ricostruzione avallata anche da Rosario Priore, in una recente pubblicazione, che pure ha indagato a lungo sulla vicenda scontrandosi con depistatori di diverso livello. E che molto racconta anche della recente guerra libica, propagandata in Occidente come una guerra di popolo contro il suo oppressore. 

Ma perché cali definitivamente il velo dai misteri di Ustica serviranno altri anni. E forse l’apertura di qualche archivio segreto in Italia e all’estero.