22 Ottobre 2013

Il tocco di Dio

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Fatte a mano. L’affezione di Dio per le cose (edizioni dehoniane) è un recente libro di don Cesare Pagazzi. L’Avvenire del 22 ottobre ospita alcune riflessioni del teologo, che spiega come la corporeità, in particolare le mani, hanno un’importanza fondamentale nel Vangelo come nell’Antico Testamento. Il nome ebraico di Dio YHVH, ad esempio: «la parola yod, è vicinissima al vocabolo yad, che vuol dire mano. E del resto la parola mano è una delle più ricorrenti dell’Antico Testamento, a cui possiamo aggiungere i riferimenti alla destra, spesso chiamata a racchiudere l’operato di Dio».

L’azione di Dio, ricorda Pagazzi, lo porta a «sporcarsi le mani». «Dire che Dio ha le mani vuol dire che agisce con stile identificabile. È un’espressione che usano spesso per gli artisti: la mano di Caravaggio, la mano di Picasso. È la forma, la sua qualità. Dio stesso si stupisce della bellezza di quanto ha creato, è scritto nella prima pagina della Genesi».

Le cose non cambiano nel nuovo Testamento. «Gesù risorto tocca, prende, mangia. Solo così può dimostrare di non essere un fantasma. Cristo porta così a compimento la creazione dell’uomo e della terra». 

Anche l’incredulità di Tommaso, in questa ottica, acquista un nuovo senso: «In realtà la richiesta di Tommaso è valida, e infatti Gesù la onora. Ma quando si parla dell’incredulità di Tommaso non si ricorda quasi mai il passo di Luca in cui Gesù appare ai discepoli e dice: “Guardate le mie mani” e poi, senza che nessuno glielo chieda: “Toccatemi e guardate: uno spirito non ha carne e ossa”. La sua realtà è la stessa del mondo. No. Non si può riconoscere Dio se non attraverso le cose».

Un’ultima chiosa è sulla grande finanza che tanti mali affligge in questo periodo: «L’economia virtuale si è staccata delle cose. In questa realtà l’agire non apprende la resistenza delle cose, il loro senso del limite. La ricomprensione del carattere reale della realtà ci evita spiritualismi strambi. Anche l’alta finanza è una forma deteriore di spiritualismo, un distacco dal mondo, dalla realtà e dal suo insegnamento».