9 Ottobre 2013

Napolitano chiede amnistia e indulto

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Giorgio Napolitano chiede al Parlamento di promulgare un provvedimento di amnistia e di indulto per far fronte alle condizione di inumano sovraffollamento delle carceri italiane. E per evidenziare l’urgenza e la necessità del provvedimento ha scelto la forma del messaggio alle Camere, quella più autorevole che può usare un capo dello Stato.

È una necessità che viene da lontano, sulla quale da tempo si batte il partito radicale, tanto che era diventato il tema centrale della sua ultima campagna elettorale. Ma arriva in un momento particolare ed è sembrata sospetta ai grillini, che hanno accusato il Capo dello Stato di voler favorire Silvio Berlusconi per ripagarlo della fiducia accordata al governo.

Ennesima polemica, dunque, con Napolitano che reagisce con forza ai soliti slogan del M5S, accusati a loro volta di «fregarsene della gente». Linguaggio tra l’altro desueto per il Capo dello Stato, che ne evidenzia l’irritazione. In realtà, spetta al Parlamento mettere dei paletti al provvedimento di clemenza, sul quale i partiti di governo si sono detti favorevoli, così da evitare eventuali favori personali. E in Parlamento sono presenti anche i grillini come altri avversari del Cavaliere, che certo daranno battaglia su ogni virgola “sospetta”.

Ma le rassicurazioni del Presidente della Repubblica non rassereneranno gli animi dei fans di Beppe Grillo, ai quali si addice la polemica. È il limite di questo movimento, che non riesce a trovare un equilibrio tra la costruttività e la protesta. Se da una parte è espressione dei cittadini e sembra rappresentare le esigenze di un Paese reale, come evidenzia il fatto che è l’unico movimento con una consistente base di militanti e simpatizzanti, dall’altra ha un forte carica di antagonismo che lo isola dal resto della società civile e politica. Una dicotomia che dovrà sciogliere prima o poi, dal momento che la pars destruens sembra prevalere sulla pars construens, e, di fatto, tende ad annullarla.

Ma al di là delle problematiche grilline, resta l’esigenza di un provvedimento necessario, umano e degno di un Paese civile. Le carceri sono sovraffollate, soprattutto per la mancanza di celerità della giustizia che non riesce a smaltire i processi (anche per questo colpisce la velocità dei processi nei confronti del Cavaliere, ma è un discorso che ormai appartiene al passato), facendo marcire in carcere migliaia di detenuti in attesa di giudizio. Non solo, anche i criteri dell’edilizia e dell’organizzazione penitenziaria sono obsoleti, producono sprechi immani di soldi dello Stato e guasti per la società, dal momento che privilegiano in maniera eccessiva il carattere punitivo piuttosto che quello riabilitativo della detenzione.

Se il provvedimento di amnistia riuscirà a innescare un dibattito anche a questo livello, non solo sul destino personale di Berlusconi, sarà un beneficio per tutti.