6 Ottobre 2013

Papa Francesco e la fede piccolissima che sposta le motagne

Tempo di lettura: < 1 minute

«Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe». Sono le parole di Gesù sulle quali si è soffermato il Papa all’Angelus del 6 ottobre. Che le ha spiegate così: «Il seme della senape è piccolissimo, però Gesù dice che basta avere una fede così, piccola, ma vera, sincera, per fare cose umanamente impossibili, impensabili. Ed è vero! Tutti conosciamo persone semplici, umili, ma con una fede fortissima, che davvero spostano le montagne! Pensiamo, per esempio, a certe mamme e papà che affrontano situazioni molto pesanti; o a certi malati, anche gravissimi, che trasmettono serenità a chi li va a trovare. Queste persone, proprio per la loro fede, non si vantano di ciò che fanno, anzi, come chiede Gesù nel Vangelo, dicono: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Quanta gente tra noi ha questa fede forte, umile, e che fa tanto bene!».

«Il respiro della fede è la preghiera», ha aggiunto al termine della breve meditazione, concludendo: «Ottobre è anche il mese del Rosario, e in questa prima domenica è tradizione recitare la Supplica alla Madonna di Pompei, la Beata Vergine Maria del santo rosario. Ci uniamo spiritualmente a questo atto di fiducia nella nostra Madre, e riceviamo dalle sue mani la corona del rosario: il rosario è una scuola di preghiera, il rosario è una scuola di fede!».