27 Settembre 2013

Da uno ieri

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Da uno ieri, appena impreciso,
che suona nei vuoti simili a ombre,
dentro la casa,
prendi l’olio, la lampada,
il pane che ritorna
tiepido, sollevato, alla tavola, al cuore;
e tutti attorno a dire
le semplici parole, a ripetere
i loro gesti, i modi familiari,
il chiarore perfetto che non spegne
il tempo né la morte…
Ed ecco, sono comandi così dolci,
è la voce che innalza la sua preghiera, è il labbro
che si dichiara vivo, intatto, senza macchia,
umile come il poco di cielo dal cortile,
è la fresca sensazione dell’acqua
che in lingua recondita ricomincia
i segni di allora, il dolcissimo
gusto del lino e del basilico, il tenero
ripassare le cose che Dio stesso riscatta
nel sonno, nel risplendere mansueto dei giorni
senza peccato, salvati nel tempo.

José Ramón Medina

Il venezuelano José Ramón Medina (1921-2010) appartiene alla generazione dei poeti ispanoamericani che, a partire dall’opera del nicaraguense Rubén Darío (1867-1916), furono protagonisti della rinascita della lirica latinoamericana del Novecento. I suoi riferimenti sono soprattutto Rilke, Machado, Andrade e Vallejo.
Il tema della casa ricorre spesso nei suoi versi. La casa raccontata come luogo in cui «la memoria» – così osservava l’ispanista romano Francesco Tentori Montalto – «trae in salvo gli umili simboli del vivere: l’olio, la lampada, l’acqua, il pane, il desco inconsapevole e felice».
Nelle stanze della casa delineata in questi versi il pensiero non indugia sul baratro della dimenticanza spalancato tra il passato e il presente (e una suggestione rimanda per contrasto alla Casa dei doganieri di Montale, in cui è raccontata invece una dimora ormai desolata, impietosamente sferzata dal vento degli anni trascorsi che ha spento la serenità di chi una volta l’aveva frequentata: «il suono del tuo riso non è più lieto / […] Tu non ricordi; altro tempo frastorna/ la  tua  memoria…»).
Nelle stanze di questa poesia di Medina il tempo non è vissuto come un nemico da cui fuggire o un crudele inganno da smascherare. Le cose qui sono riscattate da Dio «nel sonno, nel risplendere mansueto dei giorni / senza peccato». Sono, per miracolo – un miracolo che si ripete ogni giorno –, riscattate e salvate «nel tempo».

 

Paolo Mattei

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