27 Settembre 2013

Nucleare, riparte il dialogo Rohani: 3 mesi per l'intesa

Tempo di lettura: 2 minuti

«Non succedeva dal 1979. Si è scritta la storia ieri al Palazzo di Vetro, quando il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif , si è unito ai lavori del Gruppo 5+1, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza e la Germania. Questa volta a rappresentare gli Stati Uniti nel ritrovato sestetto c’era direttamente John Kerry, il segretario di Stato americano. Non accadeva da 34 anni un incontro tra capi della diplomazia iraniana e americana, da quando all’indomani della rivoluzione khomeinista e la presa di ostaggi per 444 giorni, Teheran e Washington recisero in maniera netta ogni rapporto».

Accelera dunque il tentativo di riavvicinamento tra Usa e Iran. Hassan Rohani ha ribadito la volontà di rassicurare l’Occidente e Israele sul fatto che l’Iran non persegue la realizzazione della bomba atomica, ma ha anche riaffermato la volontà di costruire delle centrali nucleari a scopo civile, dando le più ampie rassicurazioni ai propri interlocutori sul punto: quindi maggiore trasparenza nelle ispezioni e nelle informazioni, possibilità di monitoraggio dello stato dei lavori etc. E, insieme, ha chiesto la fine delle sanzioni che da anni gravano sul suo Paese.

Cosa non indifferente, è stata stabilita una tempistica, da tre a sei mesi, per arrivare a un accordo formale sulla questione.

Ha chiesto altresì che anche Israele rinunci al proprio arsenale atomico, ma sul punto difficilmente troverà interlocutori accondiscendenti, troppo grande al momento la preoccupazione per la sicurezza che attanaglia lo Stato ebraico.

Ma la questione di un Medio Oriente denuclearizzato è secondaria rispetto allo sdoganamento dell’Iran che, se la trattativa dovesse andare in porto – il condizionale è d’obbligo -, farebbe del gigante persiano un protagonista politico del Medio Oriente e non solo.

Tante speranze accompagnano questo momento storico e altrettanti timori. Ma il fatto che Usa e Iran abbiano superato il muro dell’incomunicabilità può favorire il superamento degli ostacoli che presumibilmente accompagneranno questo cammino di riconciliazione dell’Iran con il mondo e del mondo con l’Iran.