26 Settembre 2013

Papa Francesco, i sacerdoti e la misericordia di Dio

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Il Papa ha dispensato parole di misericordia al clero di Roma, nell’incontro avvenuto il 16 settembre scorso, e «con esso al clero di tutto il mondo», come scrive Alessandro Saraco, reverendo officiale della Penitenzieria apostolica, che sintetizza l’incontro tra Francesco e i sacerdoti romani per l’Osservatore romano del 27 settembre. In particolare, in quell’incontro Francesco ha spiegato come il sacerdote «non può certo appartenere a quella categoria di persone di cui Gesù ha detto “non hanno bisogno di conversione” (Luca 15, 7). Perché si credono giusti: in tal caso non avremmo più bisogno di Gesù. È sempre illusorio credersi convertiti una volta per tutte. Il peccato, la conversione e la grazia sono inestricabili, crescono insieme, come il grano e la zizzania. Questo conflitto tra la carne e lo spirito, tra il peccato e la grazia, tra l’uomo e lo Spirito di Dio, implica dunque che anche i sacerdoti siano consapevoli del loro essere creature deboli, “vasi di creta” e insieme della forza soave e lieve, ma alla fine irresistibile, della Grazia […]. L’esperienza di percepirsi peccatori in conversione, peccatori perdonati, facilita i sacerdoti nel loro peculiare e delicato servizio di essere i dispensatori della misericordia di Dio […]. L’assoluzione dei peccati dovrebbe costituire la parte centrale di tutta l’azione evangelizzatrice del presbitero. Il presbitero è cantore dell’amore misericordioso di Dio».

E di seguito: «È l’incontro con la misericordia di Dio che ci trasforma, ci libera consentendoci alla fine di essere noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Come sacerdoti dobbiamo aiutare la nostra gente a confidare maggiormente nel perdono di Dio, più grande del nostro peccato, dobbiamo pian piano aiutarli a credere che la loro sporcizia non ci macchia eternamente se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo».