23 Settembre 2013

La vittoria storica di Angela Merkel

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Con il 41% dei consensi Angela Merkel sfiora la maggioranza assoluta nelle elezioni politiche tenute ieri in Germania. I liberali sono fuori, cannibalizzati dal potente alleato che non ha concesso niente, nonostante le richieste di aiuto loro pervenute dal Flp allorquando era ormai diventata chiara la disfatta. Così, se sarà necessaria una nuova coalizione, la Cdu dovrà guardare altrove, ovvero o ai socialdemocratici o ai verdi. Fuori dal Parlamento anche i tanto temuti euroscettici, rivelatisi un fuoco di paglia. Ma soprattutto sono stati smentiti gli strani sondaggi che indicavano in forte avanzata i socialdemocratici e che hanno generato tra gli elettori una paura che, ex post, ha fatto il gioco della Cdu. 

La Merkel vince perché il suo cancellierato ha coinciso con un’ascesa senza precedenti dell’economia tedesca, ormai stabilmente gigante economico del pianeta; vince, soprattutto, la Germania nazione egemone d‘Europa. E sono tanti a temere che questo voto premi quel rigorismo che ha imposto l’austerity agli altri Paesi dell’eurozona: una indicazione a perseverare su questa strada che sta causando tanti disastri.

Il problema, infatti, è proprio il rapporto tra la Germania e il resto d’Europa. La riunificazione tedesca e soprattutto l’esito delle rivoluzioni dei Paesi dell’Est, che ha consegnato l’economia di diversi Stati orientali all’industria e alla finanza tedesca, hanno creato un colosso al centro dell’Europa che ne rinnova i fasti imperiali. Un nuovo Sacro Romano Impero, dove quel sacro non è più riferito alla religione cristiana, ma alla religione del Denaro, della grande finanza, che ha i suoi templi, le banche, i suoi simbolismi, lo spread, i suoi sacerdoti. 

È possibile che, libera da scadenze elettorali, la Merkel possa attutire certe asperità verso i Paesi europei in difficoltà. Possibilità che potrebbe darsi anche nel caso di una Grosse Koalition. Ma sono solo possibilità, dal momento che è difficile cambiare in corso d’opera una linea vincente. Certo, buon senso vorrebbe che il Sacro Romano Impero abbia cura che gli Stati Federati non cadano in rovina, pena conseguenze nefaste sul sacro suolo, ma la storia ci ha abituato che non sempre la via della politica e quella del buon senso coincidono. In particolare quella recente tedesca.