20 Settembre 2013

Sono 250.000 i bambini soldato impiegati nei teatri di guerra del mondo

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«La piaga del reclutamento dei bambini soldato continua, oggi, in diversi Paesi, con un numero stimato di 250.000 bambini che combattono in tutto il mondo, tra cui una percentuale consistente di bambine. La maggior parte di loro viene reclutata con la forza, mentre alcuni vengono adescati con la falsa promessa di poter fuggire dalla povertà estrema e l’assicurazione di un pasto quotidiano. Si ritrovano sfruttati sessualmente, costretti a uccidere, privati dei diritti umani fondamentali e derubati di un futuro normale». Con queste parole inizia l’intervento dell’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, al Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. «Vediamo dunque – ha aggiunto – che questi bambini vengono maltrattati e mutilati; e anche quando sono tanto fortunati da sopravvivere, viene inculcata nei loro cuori una psicologia dell’odio». Una denuncia, quella del presule, e insieme un appello perché l’Onu faccia un salto di qualità nel contrasto di questa tragedia, sia aumentando le pressioni sugli Stati perché aderiscano alle leggi internazionali e alle Convenzioni già esistenti in materia, sia modificando la legislazione attuale per renderla più efficace.

L’intervento di monsignor Tomasi è stato pubblicato sull’Osservatore romano del 20 settembre.