10 Settembre 2013

Quirico, Piccinin e i gas usati dalle forze anti-Assad

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Pierre Piccinin in posa con un miliziano anti-Assad

«È un dovere morale dirlo. Non è stato il governo Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco», ha spiegato alla radio Rtl-Tvi lo storico belga Pierre Piccinin compagno di prigionia del giornalista della Stampa Domenico Quirico e con lui liberato. «Ne siamo certi perché abbiamo ascoltato una conversazione dei ribelli […] mi costa dirlo perché sostengo l’Esercito libero siriano nella sua lotta per la democrazia». Le parole di Piccinin sono state riportate sul Corriere della Sera del 10 settembre.

Domenico Quirico pur dichiarando che è «folle dire che io sappia che non è stato Assad a usare i gas» e di non avere alcun elemento per verificare la veridicità di quanto ascoltato, conferma però in pieno il contenuto del racconto di Piccinin, aggiungendo particolari molto significativi. Così il resoconto di Quirico sulla Stampa del 10 settembre: «Un giorno però dalla stanza in cui venivamo tenuti prigionieri, attraverso una porta socchiusa, abbiamo ascoltato una conversazione in inglese via Skype che ha avuto per protagoniste tre persone di cui non conosco i nomi. Uno si era presentato a noi in precedenza come un generale del Free Syrian Army. Un secondo, che era con lui, era una persona che non avevo mai visto. Anche del terzo, collegato via Skype, non sappiamo nulla». Nella conversazione i due ostaggi hanno sentito dire che l’operazione con i gas nella capitale siriana «era stata fatta dai ribelli come provocazione per indurre l’Occidente a intervenire militarmente». E che il numero delle vittime era «esagerato».

Che a dire certe cose sia un generale del Free Siryan Army e non un miliziano qualsiasi è altamente significativo. Ci sarebbe materia per il Tribunale penale internazionale, al quale spetta perseguire i crimini contro l’umanità.