28 Agosto 2012

La Russia nel Wto

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«Dopo diciotto anni di negoziati (…) la Russia è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio, il Wto. Tutti i passi necessari sono stati compiuti, i protocolli firmati, le leggi ratificate dalla Duma e controfirmate dal Presidente. Da ieri l’unica grande economia mondiale che non faceva parte dell’accordo che regola il 97% degli scambi globali è il 156° membro dell’Organizzazione». Così sulla Stampa del 23 agosto. Dopo aver accennato alle varie difficoltà incontrate dalla Russia per accedere al Wto e alle conseguenze di questa adesione sull’economia russa e mondiale, l’articolo spiega che gli Usa «di fatto non aderiranno al commercio libero con la Russia perché resta in vigore l’emendamento Jakson-Vanik, approvato nel 1974 dal Congresso come sanzione per i divieti all’emigrazione degli ebrei dall’Urss e da allora adattato a varie altre emergenze di diritti umani. Giganti come General Electric e Caterpillar speravano nell’abbattimento dei dazi per diventare più competitivi sia con gli europei della Siemesns e della Liebherr che con i giapponesi della Shantui. La Caterpillar ha fatto chiaramente capire a Obama che proseguire a punire la Russia negandole lo status di “nazione favorita” nel commercio estero potrebbe avere un costo in posti di lavoro in America. E nell’anno elettorale Usa, Putin si accorge di avere alleati che non si sarebbe mai aspettato».