9 Agosto 2013

Il golpe egiziano favorisce la radicalizzazione dell'islam

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Sulla Stampa del 9 agosto, Roberto Toscano si interroga sulla recente vicenda egiziana, denunciando i vergognosi «equilibrismi logico-politici di coloro che definendosi democratici, si sforzano di sostenere, in Egitto e nel mondo, che l’intervento militare non è stato un golpe, ma un atto sostanzialmente democratico teso non a interrompere ma a rilanciare la rivoluzione egiziana di due anni fa». E spiega come non si tratta solo di una «violazione delle regole democratiche, è anche un tragico errore».

Tanti i motivi di preoccupazione secondo Toscano, il fatto che «Il colpo di Stato militare corre poi il rischio di tradursi in una profezia auto-realizzata, nel senso che nel momento in cui il partito islamista che ha vinto le elezioni viene allontanato dal potere con la forza diventa difficile per gli islamisti moderati, in Egitto e altrove, difendere una via alternativa rispetto a quella proposta dall’islam violento. E già in Egitto i moderati all’interno del movimento dei Fratelli musulmani, caratterizzato da svariate correnti, stanno perdendo credibilità e sono destinati ad allinearsi con i radicali (salafiti e jihadisti) o a scomparire come forza politica. Come risultato del golpe, il campo islamista tende a ricompattarsi, e certo non su posizioni moderate».

Titolo dell’articolo: L’impossibile golpe democratico.

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