8 Agosto 2013

Il cardinal Grech, la fede semplice e la teologia

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devozione popolare alla La Vergine del Pilar

L’Osservatore romano dell’8 agosto ha pubblicato una meditazione del cardinale Prosper Grech del 12 marzo scorso, tenuta all’apertura del conclave che il giorno successivo avrebbe eletto il nuovo vescovo di Roma. Ne riportiamo un passaggio: «Finora abbiamo parlato di Papi, cardinali, vescovi e sacerdoti, ma c’è un altro fattore di speranza nella Chiesa che non dobbiamo trascurare, il sensum fidelium. Agostino lo chiama il maestro interiore in ciascun credente, e san Giovanni “l’unzione” che ci insegna ogni cosa, essa crea nell’intimo del cuore quel criterio di discernimento del vero dal falso, ci fa distinguere istintivamente ciò che è secundum Deum da ciò che viene dal mondo e dal maligno. Secondo la Dei Verbum 8, anche il sensum fidelium è un locus theologicus che bisogna sia preso in considerazione dai pastori della Chiesa. La brace della fede devota è tenuta viva da milioni di fedeli semplici che sono lontani da essere chiamati teologi, ma i quali, dall’intimità delle loro preghiere, riflessioni e devozioni, possono dare profondi consigli ai loro pastori. Sono questi che “distruggeranno la sapienza dei sapienti e annulleranno l’intelligenza degli intelligenti”. Ciò vuol dire che quando il mondo, con tutta la sua scienza e intelligenza, abbandona il logos della ragione umana, il Logos di Dio brilla nei cuori semplici, che formano il midollo da cui la spina dorsale della Chiesa si nutre».