7 Agosto 2013

La rabbia di Alma Shalabayeva: "Io accuso anche Blair e l'Ucraina"

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Un j’accuse pesantissimo da parte della Shalabayeva – protagonista di un giallo internazionale che ha rischiato di far cadere il governo italiano -, che sfoga in una lettera aperta tutta la sua rabbia contro i persecutori del marito, Mukthar Ablyazov. Nella missiva spiega che tutte le persone sospettate di essere in contatto con il marito sono strettamente monitorate per ordine dell’autarca kazako Nursultan Nazarbaev. Una procedura che ha portato a individuare il luogo di fuga di Ablyazov, scovato dalle autorità francesi in Costa Azzurra grazie al pedinamento di un’avvocatessa ucraina, presentata come l’amante dello stesso.

La Shalabayeva, nella sua missiva, spiega di essere sotto strettissima sorveglianza e accusa quanti perseguitano il marito, accusato di aver sottratto svariati miliardi a una banca kazaka. Ma nel passaggio più sorprendente della missiva, accusa in particolare Tony Blair, che secondo lei sarebbe l’occulto referente di un’agenzia di comunicazione britannica che guiderebbe la caccia all’uomo per conto dell’autarca kazako. Proprio quel Blair, già leader dei laburisti britannici, che sarebbe, a detta della donna, anche consulente personale di Nazarbaev.

La stampa occidentale è solita dipingere Nazarbaev come un feroce dittatore e Blair come un paladino dei diritti civili e del progresso. Qualcosa non quadra. E non certo nella missiva della signora Ablyazov.