2 Agosto 2013

Le relazioni pericolose tra la Cina e i Paesi produttori di energia

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Shangai

«Mentre le imprese straniere si allarmano davanti alla potenza cinese, quello che i governi stranieri dovrebbero temere maggiormente è la vulnerabilità nascosta della Cina. Nel gettare nuovi ponti da un capo all’altro delle economie emergenti, Pechino si va accollando rapidamente non pochi rischi politici, nella gestione dei quali ha scarsa esperienza. In particolare, oggi che l’aumentata produzione energetica interna rende gli Stati Uniti meno dipendenti dal petrolio del Medio Oriente e dell’Africa, una Cina assetata di rifornimenti si ritroverà sempre più direttamente coinvolta negli stravolgimenti politici di quelle regioni. E questo riguarda tutti noi, perché il colosso cinese ancora in via di sviluppo, ma potenzialmente instabile, ben presto sarà la più grande potenza economica mondiale, e inevitabilmente verranno a crearsi tensioni e conflittualità che devono preoccupare chiunque tratti con la Cina e abbia a cuore la stabilità globale».

È la conclusione di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 2 agosto a firma Ian Bremmer, dal titolo I rischi del capitalismo alla cinese passano per il canale del Nicaragua.