22 Luglio 2013

Siria: il laboratorio del terrorismo prossimo venturo

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7 luglio 2005, attentati a Londra. L’attacco terroristico causò 55 morti, inclusi gli attentatori, e circa 700 feriti

La Siria è diventato il brodo di coltura del nuovo terrorismo internazionale. In questo Paese sta confluendo l’estremismo occidentale, attirato dalla «nuova frontiera dell’antagonismo», grazie al favore dei governi che vogliono scalzare Assad. L’allarme è stato lanciato dai servizi segreti occidentali. Così Paolo Mastrolilli sulla Stampa del 22 luglio: «Molti di loro hanno il passaporto dei Paesi europei dove sono nati e cresciuti, e quindi non è facile fermarli. Rientrano delusi e risentiti verso l’Occidente, che ai loro occhi li ha prima spinti a combattere Assad, e poi li ha abbandonati. Un’ondata di jihadisti, in sostanza, radicalizzati dalla guerra. In più, però, portano con loro le nuove capacità acquisite durante il conflitto, che li rendono molto più efficaci e pericolosi come terroristi, se decidessero di continuare la missione imboccando questa strada. Un percorso simile a quello dei reduci dell’Afghanistan, da cui poi nacque Al Qaeda. A tutto si aggiunge l’ironia dei molti documenti segreti che la Siria ha inviato negli ultimi mesi all’Onu e all’Occidente in generale, per sottolineare proprio questo fatto: noi – dicono – siamo oggetto di un’offensiva terroristica, e per fermarla stiamo facendo tutto quello che ci avevate chiesto dopo l’11 settembre. Voi, invece, aprite le porte ai terroristi e li rifornite di armi».