12 Luglio 2013

Damasco invita l'Onu a indagare sull'uso di armi chimiche nel conflitto

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Ake Sellström

«Ake Sellström, capo della missione incaricata di indagare sul possibile uso di armi chimiche in Siria, e Angela Kane, alto rappresentante delle Nazioni Unite per il disarmo, hanno accettato l’invito del Governo siriano di visitare Damasco per […] “completare le modalità” che consentirebbero a una squadra dell’Onu di iniziare il suo lavoro sul campo in Siria». Questa la notizia apparsa sull’Osservatore romano del 13 luglio (titolo dell’articolo: Funzionari Onu a Damasco). Sull’utilizzo delle armi chimiche in terra siriana si è fatta sentire anche la Russia, spiega ancora il quotidiano: proprio ieri, infatti, «l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vitali Tchourkine, ha riaffermato davanti alla stampa che Mosca ha la prova di un utilizzo di gas sarin da parte dell’opposizione armata in marzo a Khan Al Assal», un attacco in cui, afferma Damasco, hanno perso la vita sedici soldati siriani e per il quale il governo di Assad ha chiesto all’Onu l’apertura di un’inchiesta. Notizie sul conflitto in Siria, fa sapere ancora l’Osservatore, arrivano anche da Londra: «i parlamentari britannici hanno votato ieri alla Camera dei Comuni, con 114 voti a favore e uno contrario, una mozione» in merito alla questione del rifornimento di armi alle forze anti-Assad: «“Quest’aula – recita la proposta riportata dal quotidiano – crede che nessun sostegno letale dovrebbe essere fornito alle forze antigovernative in Siria senza prima l’esplicito consenso del Parlamento”».

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