7 Luglio 2013

Il Vaticano, Andreotti e gli ebrei nascosti nelle catacombe

Andreotti e Paolo VI

La persecuzione contro gli ebrei e il Vaticano è una querelle infinita, motivo di controversia accesa. Un articolo apparso sull’Osservatore romano del 7 luglio, fornisce alcuni elementi di riflessione ulteriore. Così nell’articolo di Giovanni Preziosi (titolo: E le catacombe salvarono gli ebrei): «Fin dall’autunno del 1943 la Santa Sede, con il precipitare degli eventi, aveva provveduto a impartire direttive ai superiori dei vari ordini religiosi i quali spalancarono le porte dei propri conventi per accogliere, spesso anche sotto mentite spoglie, tutti coloro i quali erano in serio pericolo di vita. In questa autentica gara di solidarietà si distinsero anche le oblate regolari benedettine di Priscilla […] che si prodigarono per soccorrere tutti i perseguitati, incuranti del pericolo al quale si esponevano, ospitandoli nella loro comunità e organizzando una duplice attività di protezione dei ricercati, sotto la guida del loro fondatore don Giulio Belvederi e con la collaborazione del presidente della Fuci, Giulio Andreotti. “L’organizzazione della carta d’identità degli gli ebrei e di altri rifugiati – conferma suor Gloria Carli – credo fosse stata ideata da Andreotti stesso. Noi suore, (io non ero ancora qui, data l’età) avevamo una piccola tipografia, al servizio dell’Archeologia cristiana, e di questa si è valso Andreotti per far stampare i documenti necessari, che poi faceva arrivare agli ebrei nascosti in Vaticano”. Questa rete organizzata dal collaboratore di De Gasperi e futuro segretario della Democrazia cristiana, Guido Gonella, provvedeva a recapitare una busta contenente le false carte d’identità stampate nella tipografia delle suore benedettine all’edicola di giornali che si trovava nei pressi del colonnato di Piazza San Pietro, dalla quale poi veniva immediatamente prelevata e portata in Vaticano dove si procedeva ad apporre i timbri dei comuni dell’Italia già liberata, dopodiché il plico faceva il percorso inverso».

L’abbiamo riportato anche per quella leggenda nera che aleggia intorno alla figura di Giulio Andreotti, alimentata da ambiti più o meno in buona fede. Un contributo, non sarà l’ultimo del nostro sito, per tentare di rendere giustizia alla statura del senatore a vita.