5 Luglio 2013

L'Egitto sull'orlo del collasso economico

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«Sei mesi. È la “vita residua” attribuita all’Egitto dalla Merril Linch, la più grande banca d’investimento mondiale. Dopodiché “le posizioni esterne si irrigidiranno considerevolmente e la sostenibilità fiscale finirà sotto una severa pressione”, recita l’algido linguaggio finanziario del report emesso ieri. In pratica, l’Egitto rischia di non avere più soldi per pagare i debiti e i fornitori, interni ed esteri». Inizia così un articolo di Eugenio Occorsio, sulla Repubblica del 5 luglio, che analizza la situazione del Paese. Il report,  reso pubblico all’indomani dell’intervento dei militari, non lascia spazi all’ottimismo: «Dubitiamo che credibili riforme finanziarie intervengano in questo periodo, e anche l’accordo con il Fondo monetario è improbabile che sarà raggiunto». Quest’ultimo accordo è vitale per il Paese; da tempo negoziato da Morsi, la sua concessione è stata finora rimandata.

L’analisi di Merryl Linch va di pari passo a una rinnovata attenzione delle Agenzie di Rating, che in questi mesi già hanno degradato l’Egitto fino a portarlo a un passo dal minimo: CCC+. Una situazione drammatica che rischia di consegnare masse di disperati al fondamentalismo islamico. E che forse spiega, almeno in parte, anche l’accelerazione impressa agli eventi in queste ultime settimane.