27 Giugno 2013

F35, acquisto solo col sì delle Camere passa la mozione unitaria Pd-Pdl

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La Camera ha rinviato a dicembre il dibattito sull’acquisto degli F35, i nuovi aerei che l’esercito italiano deve acquistare dagli Stati Uniti, da mesi oggetto di una serrata diatriba, non solo politica. Il nodo principale della contestazione è l’eccessivo costo dell’operazione: in un momento di crisi, a molti è sembrato riprovevole spendere oltre trenta miliardi di euro per spese militari. Oltre a altri motivi di controversia, tra l’altro riguardanti l’affidabilità degli aerei in questione, messa in discussione dai tecnici Usa che l’hanno testato.

Lo scoglio sul quale rischiava di arenarsi la maggioranza è stato evitato grazie a una mozione congiunta presentata dal Pd e dal Pdl la quale prevede che a decidere sul tema non sia il governo ma debba essere il Parlamento.

Tutto rimandato a dicembre, quindi, con ennesimo dibattito sul tema al termine della votazione. Decisamente contrari all’acquisto i grillini, che in aula hanno innalzato cartelli con immagini di bombardamenti. Il ministro della Difesa Mario Mauro ha difeso l’opzione F35, dichiarando: «Per amare la pace, armare la pace», frase che riecheggia e tenta di addolcire il detto latino si vis pacem para bellum, ma che è suonata alquanto infelice. Ha avuto buon gioco Vendola a rispondere: «Per amare la pace bisogna dare speranza e diritti e non cacciabombardieri». 

Al di là delle controversie, in un momento così delicato e conflittuale, nel quale venti di guerra spirano maligni da ogni dove, sarebbe meglio moderare l’uso di slogan e affidarsi a riflessioni più articolate.