26 Giugno 2013

Papa Francesco ai sacerdoti: peccatori, ma con la grazia della paternità pastorale

Tempo di lettura: 2 minuti

La preghiera di Abramo e di Isacco, David Teniers il giovane

«Paternità è dare vita agli altri» e nel caso dei sacerdoti si tratta di una «paternità pastorale, spirituale», che è comunque «un dare vita, diventare padri». Così Papa Francesco nella Messa del 26 giugno, agli ottanta sacerdoti presenti in Casa Santa Marta in occasione del sessantesimo anniversario dell’ordinazione del cardinal De Giorgi. All’omelia, il Pontefice si è soffermato sulla prima lettura del giorno, che parla dell’alleanza di Abramo con il Signore: il nostro padre nella fede, ha spiegato, «sentiva che il Signore gli voleva tanto bene, che gli aveva promesso tante cose, ma sentiva la necessità di un figlio» e ne parlò al Signore. La paternità di Abramo, però, si vede anche in un altro momento, quello «tanto bello, in cui prepara il sacrificio: prende gli animali, li divide, ma vengono gli uccelli rapaci. E a me davvero commuove vedere questo novantenne con il bastone in mano che difende il sacrificio, difende ciò che è suo», un immagine che il Vescovo di Roma ha associato a quella di «un padre che difende la famiglia», «un padre che sa difendere i figli»: «E questa è una grazia che noi preti dobbiamo chiedere: essere padri, essere padri. La grazia della paternità, della paternità pastorale, della paternità spirituale. Peccati ne avremo tanti, ma questo è di commune sanctorum: tutti abbiamo peccati […]. La gente ci dice così: “Padre, padre, padre”. Ci vuole così, padri, con la grazia della paternità pastorale».