26 Giugno 2013

Irrompe la Finanza, trema il calcio

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«Associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale mediante sistematica fatturazione di operazioni negoziali inesistenti». Con queste motivazione i magistrati di Napoli hanno perquisito la sede di diverse società di calcio di serie A e B, 41 in tutto. Il mondo del calcio nostrano fa quadrato e si difende. 

Siamo solo agli inizi di uno scandalo che potrebbe portare a sconvolgimenti nel sistema del calcio italiano. Ma è più un allarme giornalistico che una reale possibilità. Basti pensare a quanto è successo a Cremona, dove da due anni due tra i magistrati più importanti della storia d’Italia (il procuratore Di Martino ha seguito l’inchiesta sulla strage di piazza della Loggia, il gip Salvini quella su piazza Fontana) hanno scoperchiato la vicenda del calcioscommesse e ancora non riescono a chiudere l’indagine. Senza contare che nelle more di quella vicenda, che ha visto anche calciatori arrestati, sono state comminate pene sportive alquanto risibili. Insomma un sistema chiuso, con i suoi centri di potere, i suoi sacerdoti, i suoi giornalisti, che risulta alquanto impermeabile da sollecitazioni esterne, che possono venire, come in questo caso, da inchieste giudiziarie. Talmente chiuso da essere diventato autoreferenziale, anche a livello internazionale, dove, da tempo, il calcio italiano non sembra più in grado di eguagliare i livelli di un tempo. Un’asfissia aggravata dalla crisi economica e dalla mancanza di talenti. Insomma, inchiesta più, inchiesta meno, il volto del calcio italiano probabilmente resterà quello che conosciamo. E non è un bel vedere.