24 Giugno 2013

Accordo sul petrolio senza precedenti tra Russia e Cina

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«Con una mossa destinata a spostare decisamente verso Oriente il baricentro del proprio business, il colosso energetico russo Rosneft ha firmato venerdì a San Pietroburgo un contratto con la Cina che gli consentirà di esportare verso Pechino 365 milioni di tonnellate di petrolio nell’arco di 25 anni. Il contratto, del valore di 270 miliardi di dollari, è uno dei più grandi mai siglati nella storia dell’industria energetica mondiale». Così sul Sole 24 Ore del 21 giugno (Marco Masciaga: Petrolio, nasce l’asse Russia-Cina: mega-contratto da 270 miliardi di dollari per il colosso statale Rosneft) il quale, dopo aver spiegato come il contratto raddoppia l’attuale fornitura di greggio lungo l’asse Mosca-Pechino, prosegue: «Dopo l’annuncio ufficiale, il presidente russo Vladimir Putin non ha escluso che il totale delle forniture a Pechino possa un giorno salire fino a 900mila barili al giorno. Un’ipotesi non così improbabile se si tiene conto del fatto che lo scorso novembre, secondo i dati dell’Iea, la Russia ha superato l’Arabia Saudita diventando il primo produttore mondiale, mentre la Cina è ormai stabilmente il secondo consumatore del pianeta dopo gli Stati Uniti».

L’accordo, oltre a rinsaldare l’asse Mosca-Pechino, sposta il baricentro dell’interesse della Russia dall’Europa, in preda alla crisi, all’Asia, che invece conosce uno sviluppo senza precedenti. E rende lo sviluppo della Cina meno vulnerabile alle tante variabili legate all’approvvigionamento del greggio sui mercati arabi.