24 Giugno 2013

Papa Francesco: i martiri di oggi e quel martirio quotidiano che è perdere la vita per Cristo

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San Giovanni Battista nel deserto, Francisco Collantes

«“Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Qui c’è una sintesi del messaggio di Cristo, […] che ci fa conoscere il suo modo di parlare, quasi ci fa sentire la sua voce […]. I martiri sono l’esempio massimo del perdere la vita per Cristo. In duemila anni sono una schiera immensa gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo. E oggi, in tante parti del mondo, ci sono tanti, tanti, – più che nei primi secoli – tanti martiri, che danno la propria vita per Cristo, che sono portati alla morte per non rinnegare Gesù Cristo. Questa è la nostra Chiesa». Così Papa Francesco all’Angelus del 24 giugno in Piazza San Pietro. «Ma c’è anche il martirio quotidiano – ha ricordato il Pontefice –, che non comporta la morte ma anch’esso è un “perdere la vita” per Cristo, compiendo il proprio dovere con amore, secondo la logica di Gesù, la logica del dono, del sacrificio […] Anche questi sono martiri! Martiri quotidiani, martiri della quotidianità!». Inoltre, ha proseguito, tanti «cristiani e non cristiani, che “perdono la propria vita” per la verità. E Cristo ha detto “io sono la verità”, quindi chi serve la verità serve Cristo. Una di queste persone […] è Giovanni il Battista». «Accogliamo – ha concluso – con gioia questa parola di Gesù. E’ una regola di vita proposta a tutti. E san Giovanni Battista ci aiuti a metterla in pratica. Su questa via ci precede […] Maria Santissima: lei ha perduto la sua vita per Gesù, fino alla Croce, e l’ha ricevuta in pienezza, con tutta la luce e la bellezza della Risurrezione».