23 Giugno 2013

Papa Francesco: chiediamo al Signore di prendere il presente come viene

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Parabola del seminatore in un’icona ortodossa

«Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo soffocano la Parola di Dio e non la lasciano crescere. E la Parola muore, perché non è custodita […]. In quel caso si serve la ricchezza o si serve la preoccupazione, ma non si serve la Parola di Dio. E anche questo ha un senso temporale, perché la Parabola è un po’ costruita – il discorso di Gesù nella Parabola – sul tempo, no? Non preoccupatevi dell’indomani […] E anche la Parabola del seminatore è costruita sul tempo: semina, poi viene la pioggia e cresce. Cosa fa in noi, cosa fanno le ricchezze e cosa fanno le preoccupazioni? Semplicemente ci tolgono dal tempo». Così Papa Francesco nella Messa del 22 giugno in Casa Santa Marta, commentando il Vangelo del giorno. La nostra vita, ha spiegato il Pontefice, è fondata su tre pilastri: uno nel passato, che «è quello dell’elezione del Signore», il quale con il Battesimo ci ha «eletti in amore» per andare sulla «strada cristiana»; quello del futuro, che riguarda il «camminare verso una promessa»; quello del presente, che «è la nostra risposta a questo Dio tanto buono che mi ha eletto». Quindi ha concluso: «Dimenticare il passato, non accettare il presente, sfigurare il futuro: questo è quello che fanno le ricchezze e le preoccupazioni. Il Signore ci dice: “Ma, tranquilli! Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, tutto l’altro verrà”. Chiediamo al Signore la grazia di non sbagliarci con le preoccupazioni, con l’idolatria della ricchezza e sempre avere memoria che abbiamo un Padre, che ci ha eletti; avere memoria che questo Padre ci promette una cosa buona, che è camminare verso quella promessa e avere il coraggio di prendere il presente come viene. Questa grazia chiediamo al Signore!».