20 Giugno 2013

Afghanistan, è già stop al negoziato a Doha Karzai: "No al governo ombra dei Taliban"

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Primo stop nei negoziati tra Stati Uniti e Afghanistan. La frenata di Karzai arriva al termine di una giornata iniziata con un comunicato proveniente dall’ufficio del presidente, nel quale si chiedeva che fosse il legittimo governo afghano a guidare il processo di pace. Lo spettacolo dell’apertura di una sede di rappresentanza dei talebani in Qatar, Paese che ospita le trattative, non è piaciuta a Karzai. In particolare perché più che un luogo che dovrebbe ospitare la delegazione deputata a trattare con gli americani e il governo afghano, è sembrata l’apertura di una sede diplomatica all’estero. In particolare, Karzai teme che la trattativa porti a saldare gli Usa ai talebani a scapito del legittimo governo afghano, tra l’altro non riconosciuto dagli estremisti islamici. In questo senso è significativo il fatto che i talebani abbiano esposto a mo’ di bandiera, nella loro sede, uno striscione con su scritto: «Emirato islamico dell’Afghanistan».

Segnali inquietanti non solo per il governo afghano, perché con queste trattative si rischia di saldare un asse tra talebani e salafiti, dei quali il Qatar è sponsor internazionale, che porterebbe i seguaci del Mullah Omar alla guida dell’Afghanistan. Notizie non tranquillizzanti per gli Stati confinanti con l’Afghanistan – Russia, Cina, India, Iran e Pakistan in particolare -, anche perché l’islam salafita in questo momento è in pieno fermento ed è causa di instabilità in tutto il Medio Oriente. Il rischio che il contagio si espanda in Asia è alto. Ovviamente un negoziato di pace con i talebani, dopo il ritiro del contingente Usa, è inevitabile e auspicabile, ma si tratta di questione da trattare con le dovute cautele.