14 Giugno 2013

Il realismo dello stupore

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Un’immagine del film Marcellino pane e vino

Senza meraviglia non si dà conoscenza del reale. Questo, in estrema sintesi, il commento a una nuova scoperta scientifica sul cervello umano in un articolo di Augusto Pessina, pubblicato sull’Osservatore romano del 15 giugno. Ma, prosegue Pessina, «una condizione essenziale per fare esperienza di questo stupore e di questa meraviglia – perché non sfumino in un’eterea forma di tipo sentimentale o in un sogno – è il realismo. Solo un realista è infatti capace di forti emozioni di fronte alla scoperta e solo un realista prova grande meraviglia. I quotidiani, puntuali e concreti interventi di Papa Francesco in questo anno della fede sono un forte richiamo a ciascuno di noi a questo realismo, a guardare in faccia la realtà». 

Questo binomio tra meraviglia e realismo, che si intuisce anche dalla «radice latina della parola “meraviglia” (mirabilia)», che ha un «chiaro riferimento al fatto che essa è insita nella stessa azione dell’“osservare”», appare degno di nota.