13 Giugno 2013

Wiesel, quando Dio contempla la sua creazione sorridendo

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Sull’Osservatore romano del 14 giugno, Silvia Guidi recensisce A cuore aperto, l’ultima opera di Elie Wiesel, illustre esponente dell’ebraismo mondiale e premio Nobel per la pace (titolo dell’articolo: Datemi ancora un minuto). Della recensione, che ripercorre la dura prova della malattia dello scrittore e la lunga convalescenza, vale la pena di riportare alcune riflessioni. Riferendosi al suo passato nei campi di sterminio nazista, Elie Wiesel commenta: «Si può morire più di una volta? Laggiù si poteva». Parlando della fine di quella tragica esperienza, scrive: adesso so «quanto ogni istante sia un nuovo inizio, ogni stretta di mano una promessa e un segno di pace interiore».

Infine, l’immagine più commovente: «Un giorno, all’inizio della convalescenza, il piccolo Elijah viene a trovarmi. Lo abbraccio dicendogli: ogni volta che ti vedo ricevo in dono la vita. Mi osserva a lungo, con aria seria e risponde: nonno, tu sai che ti voglio bene; e io so quanto male hai. Dimmi: se ti volessi più bene, avresti meno male? in quel momento ne sono convinto: Dio contempla la sua creazione sorridendo».