13 Giugno 2013

"Anche Cina e Hong Kong spiati da Usa"

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Edward Snowden, la fonte della National Security Agency che ha rivelato i vasti programmi di spionaggio dell’amministrazione Usa, è ricomparso e da Hong Kong ha dichiarato di non essere fuggito per nascondersi dalla giustizia statunitense, ma per rivelare «ulteriori dettagli esplosivi, su altri obiettivi sotto controllo». Così, dalle colonne del South China Morning Post, la «gola profonda» della Nsa apre il fronte sullo spionaggio internazionale ai danni di Cina e di Hong Kong ad opera degli Stati Uniti, ovvero il dossier su cui Obama aveva incalzato Xi Jinping durante il summit della scorsa settimana in California: secondo Snowden, Washington avrebbe orchestrato 61.000 operazioni di hackeraggio contro obiettivi cinesi, università e aziende comprese, anche a Hong Kong. «Dal 2009 noi della Nsa entriamo nei gangli delle reti di comunicazioni cinesi», ha spiegato al quotidiano asiatico. Dichiarazioni che, dopo le ripetute accuse di cyber-spionaggio rivolte dagli americani alla Repubblica Popolare, ora rovesciano le parti.