8 Giugno 2013

Il Papa: custodire lo stupore è far memoria delle meraviglie compiute dal Signore

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Lo stupore «è più della gioia: è un momento nel quale la Parola di Dio viene, è seminata nel nostro cuore». Ma «non si può vivere sempre nello stupore», questo infatti va portato «nella vita con la custodia». Così Papa Francesco nella Messa dell’8 giugno in Casa Santa Marta, commentando il Vangelo odierno, che narra dello stupore dei dottori nel Tempio nell’ascoltare Gesù e del custodire di Maria, nel suo cuore, la Parola di Dio. «Custodire la Parola di Dio – ha proseguito il Pontefice – vuol dire che il nostro cuore si apre […] a quella Parola come la Terra si apre per ricevere i semi. La Parola di Dio è un seme e viene seminata». «La memoria – ha affermato – è una custodia della Parola di Dio», aiuta «a ricordare tutto quello che il Signore ha fatto nella mia vita […] tutte le meraviglie della salvezza nel suo popolo e nel mio cuore». Quindi ha concluso esortando tutti a pensare «a come custodiamo la Parola di Dio, come conserviamo questo stupore»: «Ci farà bene domandarci: “Con le cose che accadono nella vita, io mi faccio la domanda: cosa mi dice il Signore con la sua Parola, in questo momento?”. Questo si chiama custodire la Parola di Dio, perché la Parola di Dio è proprio il messaggio che il Signore ci dà in ogni momento. Custodirla con questo: custodirla con la nostra memoria. E anche custodirla con la nostra speranza».